Il gioco d’azzardo durante la campagna elettorale

Siamo alla fine della campagna elettorale e siamo alla resa dei conti di tutte quelle promesse, dichiarazioni, iniziative e varie elucubrazioni su argomenti diversi. Queste elezioni hanno avuto, fra l’altro, il gioco come uno degli elementi che i vari politici hanno “messo sul piatto” forse più per fare colpo sugli eventuali elettori che per sciorinare soluzioni per “risolvere le problematiche del gioco”. Quasi tutti sanno che in campagna elettorale “esistono i colpi bassi”, da che Mondo è Mondo e questa volta il “gioco” è stato uno degli elementi “più gettonati” per fare colpo sui cittadini, sulle loro menti: peccato, però, che i nostri politici abbiano parlato “troppo a ruota libera” e qualche volta anche “senza conoscenza” solo con l’obbiettivo di attirarsi i voti dei “famosi benpensanti”.

Ci si augura, con tutto il cuore, che ai toni della campagna elettorale -con le annesse promesse- seguano fatti, ma sopratutto chiare iniziative politiche spiegate bene ai cittadini ed alle aziende. E’ sufficientemente difficile ed arduo parlare di un’industria di gioco lecito in un contesto in cui non vi sarà più impresa, occupazione, produzione di ricchezza. Si spera che anche dopo la campagna elettorale i mezzi di informazione, che continuano a perseverare nell’ostentare come unica emergenza per il nostro territorio quella del gioco, prendano seriamente in esame il settore del gioco e che ne continuino a parlare però un poco più obbiettivamente sperando che non siano però costretti a ritrovarsi a “discutere” dell’industria del gioco, però di quella non più lecita.